12 June 1999

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Una storia lunga cent'anni

La F.I.A.T. viene fondata l'11 luglio 1899 a Torino, in un periodo di vivace espansione industriale della città. Il primo stabilimento viene inaugurato nel 1900 in Corso Dante, vi lavorano 35 operai e vi si producono 24 autovetture.
Il Presidente della società è Ludovico Scarfiotti, Emanuele Cacherano di Bricherasio vice Presidente, Giovanni Agnelli segretario del Consiglio e consiglieri sono Michele Ceriana, Alfonso Ferrero di Ventimiglia, Cesare Goria Gatti, Carlo Racca, Roberto Biscaretti di Ruffia, Luigi Damevino.

Giovanni Agnelli, ex ufficiale di cavalleria, spicca nel gruppo degli investitori, per determinazione e visione strategica e nel 1902 diviene amministratore delegato. Promuove un giro d'Italia in automobile a scopo pubblicitario, che ottiene successo e termina all'Esposizione di Milano. Dal 1904 viene adottato il marchio ovale su fondo blu, disegnato da Carlo Biscaretti. La prima vettura a marchio Fiat è una 4 HP.
Lo sviluppo dell'azienda viene orientato su due direttrici che la caratterizzeranno per tutto il secolo della sua storia: la diversificazione della produzione e l'orientamento ai mercati più promettenti.

Dal 1903 la Fiat viene quotata in borsa e sorgono nuove società con funzioni specifiche: Società Carrozzeria industriale, Fiat Brevetti, S.A. Garages Riuniti Fiat-Alberti-Storero. Gli stabilimenti Fiat, accanto alle auto per uso civile e per competizione, producono veicoli industriali, motori marini, autocarri, tram, taxi, cuscinetti a sfera.
L'azienda guarda al mercato con visione strategica e internazionale: nel 1908 sorge, negli Stati Uniti, la Fiat Automobile Co., per realizzare vetture Fiat su licenza e nel 1909 nasce nello stato di New York lo stabilimento di Poughkeepsie. Si sviluppano rapporti per l'esportazione di autovetture in Francia, Austria, Regno Unito e Australia.

Alla fine del primo decennio la Fiat ha un capitale sociale di 12.000.000 di lire, 2.500 dipendenti e una produzione di 1215 autovetture.
Con lo scoppio della guerra, grande sviluppo ha la produzione di camion militari, di aerei, di autoambulanze, di mitragliatrici e di motori per sommergibili. Ma la conversione alla produzione militare non muta i piani di Agnelli che pensa soprattutto a un grande futuro per la Fiat nel campo della produzione di auto.
Dopo i viaggi negli Stati Uniti dello stesso Agnelli, di Bernardino Maraini e di Guido Fornaca si progetta "un nuovo grande stabilimento, uso americano" .

Nel 1916 inizia dunque la costruzione dello stabilimento del Lingotto, in via Nizza, in un'area ancora agricola o proto industriale e la direzione dei lavori è affidata a Giacomo Mattè Trucco.
La fabbrica del Lingotto, la più grande d'Europa, diventerà rapidamente il simbolo dell'industria automobilistica italiana ed una delle immagini più note della stessa città di Torino.
In quegli anni la Fiat amplia le proprie attività nel settore siderurgico e ferroviario, in quello elettrico e nel campo delle linee di trasporto pubblico, fornendo in esclusiva gli autobus alla società SITA di Firenze.

Alla Grande guerra segue un decennio di estrema complessità e di profonde trasformazioni. Ne viene coinvolta anche la Fiat, le cui fabbriche vengono occupate dagli operai nel settembre 1920.
Nel novembre dello stesso anno Giovanni Agnelli diviene presidente del consiglio di amministrazione e Guido Fornaca amministratore delegato.
Dopo due anni di contenimento dei costi, con riduzione del personale e delle retribuzioni, nel 1923 entra in funzione il nuovo stabilimento del Lingotto e riprende la crescita. Esce il modello Fiat 501, vengono lanciati i modelli 505, 510,519 e nel 1925 nasce la 509, vettura a 4 posti.

Lo sviluppo dell'azienda viene visto dalla direzione Fiat profondamente legato allo sviluppo della produzione industriale di massa in Italia: maggiore produzione avrebbe significato aumento del tenore di vita e sviluppo sociale e crescita dei consumi.
Con questi obiettivi Fiat dà vita alla SAVA, società di credito al consumo, con lo scopo di favorire la vendita rateale delle automobili. Nei manifesti, sui giornali e nelle pubblicazioni aziendali, anche le donne compaiono come destinatarie dei messaggi pubblicitari delle nuove auto.

Le vittorie delle auto Fiat nelle gare sportive, la traversata del Sahara in automobile o i raid in America Latina diffondono più ampiamente l'attrazione verso il moderno mezzo di trasporto.
In quegli anni nascono i servizi di assistenza sanitaria Fiat per i dipendenti, la Scuola Centrale Allievi Fiat e molteplici organismi associativi dei dipendenti: il Gruppo Sportivo Fiat, le Colonie Alpine, l'Associazione Impiegati che, seguendo le trasformazioni sociali, costituiranno una costante nella vita aziendale fino ad oggi.
Cresce la partecipazione a società italiane e straniere e nasce l'IFI (Istituto Finanziario Industriale) per coordinarne la fitta rete.

Nel 1924 incominciano ad operare gli impianti di Mosca per la costruzione di automobili e di camion su licenza Fiat, frutto di un progetto del 1913.
La svolta autarchica di Mussolini costringe l'azienda a ridimensionare i suoi piani di presenza internazionale per concentrarsi sul mercato interno. Negli anni trenta subiscono un notevole sviluppo tecnologico gli autocarri e i veicoli industriali, anche con motori diesel, crescono il settore aereo e quello ferroviario. Per conto delle Ferrovie dello Stato viene organizzata, per la prima volta al mondo, la costruzione in serie di automotrici elettriche e diesel.

Nel 1928 Vittorio Valletta è nominato direttore generale della Fiat. Nel 1935 il senatore Giovanni Agnelli viene colpito dalla perdita del figlio Edoardo.

Nel 1934 viene progettata una vettura di piccola cilindrata: la 508 chiamata "Balilla" e detta anche "tariffa minima" per il minimo consumo (otto litri per 100 chilometri). Ne saranno prodotte 113.000 unità, con una versione sportiva (508 S) ed una a quattro marce (71.000 unità).

Nel 1936 esce la Fiat 500 "Topolino", disegnata da Dante Giacosa. E' la più piccola utilitaria al mondo, da quell'anno al 1955 se ne produrranno 510.000 esemplari. A conferma dell'orientamento verso la produzione di massa, nel 1937 iniziano a Torino i lavori per la costruzione dello stabilimento di Mirafiori, che introdurrà in Italia le più avanzate esperienze di organizzazione industriale. Inaugurato il 15 maggio 1939, ospita 22.000 operai su due turni, una cifra considerevole se si pensa che i dipendenti Fiat in quegli anni sono circa 55.000.
All'estero nascono centri di assistenza, officine e iniziative industriali specifiche in Spagna, Egitto, Polonia e Francia.

La seconda guerra mondiale comporta una riduzione drastica della produzione di autovetture mentre si quintuplica il numero dei veicoli industriali. Nel corso del conflitto, bombardamenti a tappeto sugli stabilimenti Fiat producono gravi danni che tuttavia non paralizzano l'attività produttiva.
Nel corso della guerra e nell'immediato dopoguerra i servizi Fiat per i dipendenti suppliscono alle carenti strutture pubbliche: l'ufficio assistenza fornisce biancheria, scarpe, legna da ardere ai lavoratori, negli spacci alimentari Fiat si distribuiscono centomila minestre al giorno.

Nel 1945 muore il senatore Giovanni Agnelli e nel luglio del '46 Vittorio Valletta assume la presidenza della Fiat.
Occorre rimettere la Fiat al passo con la tecnologia americana e aprire la via italiana alla motorizzazione. I finanziamenti del piano Marshall nel 1948 consentono di completare la ricostruzione degli impianti.
Il personale passa da 55.674 a 66.365, gli utili, stazionari nel corso della guerra, azzerati dopo il 1943, e in perdita nel 1946, ricominceranno a crescere nel 1948.

La ripresa produttiva postbellica vede l'uscita della Fiat 500 B berlinetta e giardinetta, dei modelli 1100E e 1500E, e di una vettura a carrozzeria portante, del tutto nuova sia per lo stile che per la meccanica, la Fiat 1400. Sulla 500C viene per la prima volta installato di serie l'impianto di riscaldamento e di areazione. Nel 1953 escono i primi modelli di vetture con motore diesel.
Continua la ricerca nel campo dei motori marini e aerei, e nel 1951 è prodotto il primo velivolo militare italiano a reazione : il G 80. Si aprono nuove frontiere con la costruzione di un prototipo di vettura a turbina e con attività in campo nucleare. Nel 1956 il G 91 di Fiat vince il concorso Nato per la produzione di un caccia tattico.

Nel 1955 è presentata la Fiat 600, utilitaria di cui saranno costruite oltre 4.000.000 di unità.
Per il suo lancio, un variopinto corteo di Fiat 600 per le vie di Torino annuncia l'epoca della motorizzazione di massa in Italia. Segue due anni dopo, la Nuova 500 che raggiungerà i 3.678.000 esemplari.
Il numero complessivo dei dipendenti passa in questo decennio dai 70 agli 80.000, la produzione passa dalle 70.800 autovetture del 1949 alle 339.300 del 1958.

Tra il 1956 e il 1958 si conclude il raddoppio degli stabilimenti di Mirafiori, che alla fine degli anni 60 arriverà a toccare la cifra di oltre 50 mila lavoratori. Si sviluppa la produzione di trattori agricoli e di macchine movimento terra.
All'estero, nascono nuovi stabilimenti in Sudafrica, Turchia e Jugoslavia, Argentina e Messico.
Le attività di impianti e costruzioni edili di Fiat coordinate dalla Impresit conoscono un forte sviluppo internazionale: l'impianto elettrico di Kariba sullo Zambesi, la diga di Dez in Iran e quella di Roiseires sul Nilo blu in Sudan, il salvataggio dei tempi egizi di Abu Simbel, la galleria autostradale del Gran San Bernardo.
E' il periodo del "miracolo economico" in Italia. Fra il 1958 e il 1963 il tasso di crescita annuo del prodotto interno lordo è del 6,3% ; il settore automobilistico è il propulsore dell'economia.

Nel decennio compreso tra il 1959 e il 1968 la produzione Fiat passa da 425.000 a 1.751.400 di autovetture, e il rapporto tra numero di abitanti e numero di autovetture passa da 96 a 28 abitanti per ogni auto. Anche le esportazioni conoscono una crescita molto forte : da 207.049 autovetture a 521.534
Aumentano inoltre la produzione di veicoli commerciali, da 18.968 a 68.200, e quella di trattori, da 22.637 a 52.735.
Il personale raddoppia: da 85.117 dipendenti, passa a 158.445, con un incremento più accentuato degli operai rispetto agli impiegati.

Nel 1964 nasce la Fiat 850, nuova utilitaria di vasta diffusione cui seguono ben presto altri modelli di cilindrata superiore: la 124 e la 125 che assumeranno nel 1968 il marchio Fiat a rombi, ancora oggi utilizzato.

Nel 1966 Giovanni Agnelli, nipote del fondatore, diviene presidente della Società.

Nel 1969 viene deciso il potenziamento della presenza Fiat nel Sud, che già si era articolata attorno agli impianti di Reggio Calabria, Bari, Napoli. Si avvia così la realizzazione degli stabilimenti di Termini Imerese, Cassino e Termoli, per la produzione di autovetture, e di Sulmona, Lecce, Brindisi e Vasto, per lavorazioni speciali.
Al boom economico fa seguito un lungo periodo di assestamenti sociali: il 1969 è l'anno in cui la conflittualità aziendale raggiunge il culmine, con un totale di 15 milioni di ore di sciopero.
L'ondata di conflittualità ha pesanti ripercussioni sui livelli di redditività aziendale. Nasce nel 1971 la 127, la prima Fiat a trazione anteriore, decisamente innovativa per i tempi. La vettura incontra molto successo di mercato e alla fine del 1974 sarà prodotta la milionesima 127.
Crisi petrolifera e innovazione tecnologica spingono verso una crescente automazione dei processi produttivi: già nel 1972 entrano in funzione a Mirafiori i primi 16 robot nella linea di produzione del modello 132, e nel 1974 quelli di Cassino. Nel 1978 nasce "Robogate", il nuovo sistema robotizzato e flessibile di assemblaggio delle scocche, attivo negli stabilimenti di Rivalta e di Cassino, realizzato da Comau che diventerà ben presto leader mondiale del settore.

Nel 1978 avviene la fusione per incorporazione della Lancia Spa in Fiat Spa, rimane il marchio Lancia per la commercializzazione.

Nel 1979, il settore Auto si costituisce in società autonoma di cui Giovanni Agnelli è presidente e comprende i marchi Fiat, Lancia, Autobianchi, Abarth e Ferrari. Il prestigioso marchio Ferrari era già stato acquisito nel 1969 al 50%, quota che salirà poi all'87%.

Alla fine degli anni '70, Fiat si consolida in una struttura a holding. Le molteplici attività produttive, che nel lungo periodo di Valletta erano distribuite in sezioni, costituiscono società autonome che si ripartiscono in Settori. A fianco di Fiat Auto, Fiat Ferroviaria, Fiat Avio, Fiat Trattori, Fiat Veicoli industriali, che rappresentano le tradizionali attività di Fiat, acquistano autonomia altre società come Fiat Engineering, Comau, Teksid, Magneti Marelli, Telettra. Nel 1980, Cesare Romiti, entrato alla Fiat come direttore finanziario nel 1974, diviene amministratore delegato del Gruppo Fiat.
Grandissimo sviluppo conoscono in questo periodo sia la Fiat Ferroviaria che l'Iveco. Fiat Ferroviaria progetta avanzate tecnologie con carrelli a ruote indipendenti e ad assetto variabile che porteranno alla produzione del pendolino, treno ad alta velocità con cui si aggiudicherà importanti commesse in molte nazioni europee. Iveco diventa il marchio internazionale in cui confluiscono le attività di produzione dei veicoli industriali. Nato nel 1974, il marchio Iveco comprende i marchi Fiat, Om, Lancia, Magiruz, Unic e lo spagnolo Pegaso dal 1991.

Nel 1983 viene presentata a Cape Canaveral la macchina simbolo del rinnovamento di Fiat Auto: si tratta della Uno, che racchiude radicali innovazioni nell'elettronica, nella scelta di materiali alternativi, nell'adozione di un motore "pulito", il Fire 1000. Ne saranno prodotte 6.272.796 unità.

L'anno seguente la Fiat Auto Spa acquisisce l'Alfa Romeo Spa e le sue consociate, mentre nel 1993 con il prestigioso marchio sportivo Maserati raggiunge l'attuale composizione dei marchi auto.
Continuano a crescere gli accordi internazionali per la produzione su licenza Fiat e le partecipazioni societarie, sviluppando in modo particolare le attività industriali nel campo delle telecomunicazioni e le attività industriali nella componentistica.
In quest'area, attraverso un programma di acquisizioni e scorpori, viene data attuazione ad un nuovo assetto organizzativo che porta Magneti Marelli ad assumere nel 1987 il ruolo di holding industriale con funzioni di governo e controllo di oltre 60 imprese in tutto il mondo. Con la diffusione dell'elettronica, la componentistica viene ora a giocare un ruolo determinante nello sviluppo del mezzo di trasporto privato.

Nel 1989 la Fiat Tipo conquista il titolo di "auto dell'anno" attribuito dalla stampa internazionale per le sue caratteristiche innovative.
L'atteggiamento nei confronti dell'auto si sta misurando con nuovi valori: la società industriale matura comincia ad avvertire la rilevanza del problema ambientale. Fiat manifesta la propria sensibilità in campo ecologico avviando un progetto per il recupero e il riciclaggio totale della vetture destinate alla demolizione.

Nel 1991 inizia la costruzione di nuovi stabilimenti a Pratola Serra e a Melfi che, entrati in produzione nel 1994 rappresentano una nuova rivoluzionaria concezione del modo di produrre industriale.

Il Gruppo Fiat affronta la crisi dei primi anni '90 con l'ampliamento della presenza internazionale che le consente di realizzare più del 60% del fatturato fuori Italia, con un importante aumento di capitale e forti investimenti nell'innovazione e con un rigoroso contenimento dei costi e severe ristrutturazioni interne.

Il 28 febbraio 1996 l'avvocato Giovanni Agnelli diventa Presidente d'Onore del Gruppo Fiat e Cesare Romiti subentra come presidente, funzione che svolgerà fino al 1998, quando gli succederà l'avvocato Paolo Fresco. Paolo Cantarella viene nominato amministratore delegato.
L'auto innovativa di questi anni è la Fiat Punto, pensata come vettura europea: nel 1995 sarà designata "auto dell'anno". Nel 1998 la Panda festeggia i diciotto anni di vita ed entra nella classifica delle auto più longeve.

A partire dal settembre 1997 la capogruppo lascia corso Marconi per trasferirsi nella Palazzina Fiat del Lingotto, nel comprensorio che nel frattempo si è trasformato in centro fieristico e congressuale.
Alla fine degli anni '90 la competizione industriale sui mercati occidentali si fa più serrata.
L'invasione in Europa dei prodotti del sud est asiatico viene bilanciata da Fiat con un ritorno alla strategia originaria di attenzione ai mercati emergenti.
Gli stabilimenti in Brasile e in Argentina vengono ampliati, viene lanciata la Palio, una world car studiata per adattarsi a usi diversi e molteplici mercati. Ben presto Fiat diviene il maggior produttore in Brasile, Argentina, Polonia e Turchia.

Con l'acquisizione, nel 1991, delle attività trattoristiche ed agricole della Ford Motor Co, il settore delle macchine di movimento terra si internazionalizza assumendo il marchio New Holland.

Nel 1993 si accorda con la Hitachi Co Machinery Ltd ed estende le joint venture esistenti, giungendo così ad essere uno dei principali produttori mondiali con circa il 20% della produzione globale.
Iveco rinforza la propria posizione di leader in Europa, rinnova la propria gamma con l'introduzione delle nuove serie EuroTech, EuroStar ed EuroCargo e stabilisce joint venture e attività produttive in India e in Cina per la produzione dei veicoli leggeri Daily.

Alla svolta del 2000, il Gruppo Fiat afferma così il proprio orgoglio di industria italiana e internazionale, fortemente consolidata sul mercato mondiale e ricca di un centenario bagaglio di esperienza e di innovatività.
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